Articolo di rassegna che illustra brevemente la storia della grafologia e alcune possibili applicazioni nei contesti sanitario ed educativo. L’autore evidenzia come l’analisi della scrittura possa offrire indicazioni utili per individuare condizioni di stress, aspetti della personalità e alcuni segnali di disagio psicofisico. Vengono inoltre presentati esempi di elementi grafici associati a vitalità, energia, volontà, originalità e ad alcune condizioni come ansia, debolezza fisica, problemi di memoria o mancanza di fiducia. L’articolo discute anche il possibile ruolo della grafologia come supporto per i terapeuti nell’individuazione di problematiche non immediatamente evidenti.
Articolo scientifico che introduce un nuovo indice quantitativo, denominato Signal-to-Noise Velocity Peaks Difference (SNvpd), per la valutazione della fluidità del movimento grafico.
Il metodo si basa sull’analisi cinematica della velocità durante la scrittura, distinguendo tra picchi di velocità attribuibili al movimento intenzionale (segnale) e fluttuazioni irregolari di origine neuromotoria (rumore).
Attraverso l’acquisizione dei dati su tavoletta grafica, gli autori confrontano le prestazioni di bambini con disgrafia e di soggetti normoscrittori, dimostrando che nei primi si registra una maggiore presenza di picchi di velocità non funzionali, indicativi di una minore automatizzazione e di un controllo motorio meno efficiente.
L’indice SNvpd consente quindi una misurazione oggettiva della disfluenza del gesto grafico e si propone come strumento sensibile per l’identificazione e la quantificazione delle difficoltà grafomotorie, contribuendo allo sviluppo di modelli neuroscientifici della scrittura a mano.