Marie Anne Breil illustra l’applicazione della grafologia come strumento di indagine clinico-psicologica, in particolare nei disturbi mentali e nelle alterazioni della personalità osservabili attraverso la scrittura.
Lo studio mostra che campioni di inchiostro biro del 1998, trattati con pol-(L)-lisina e colloidi d’argento, mantengono spettri SERRS nitidi anche dopo anni. Il metodo è stabile nel tempo e permette di distinguere facilmente diversi inchiostri.
Il testo affronta le difficoltà nell’apprendimento della scrittura nei bambini e propone approcci educativi mirati a favorire una maggiore efficienza e naturalezza del gesto grafico.