Pubblicato originariamente nel 1926, questo volume è un riassunto in inglese delle opere del celebre grafologo francese Jules Crépieux-Jamin. Riconosciuto all'epoca in Francia come la principale autorità nel campo della grafologia, il suo lavoro era meno conosciuto in Inghilterra e negli Stati Uniti. Questo titolo ha introdotto il suo pensiero nel mondo anglofono, contribuendo a consolidare la sua reputazione come uno dei più importanti esponenti della grafologia.
Many of the earliest books, particularly those dating back to the 1900s and before, are now extremely scarce and increasingly expensive. We are republishing these classic works in affordable, high quality, modern editions, using the original text and artwork.
La scrittura, proiezione del carattere, presentando in modo approfondito i vari aspetti della grafologia, si rivolge a due categorie di lettori: il grafologo esperto vi troverà un conciso e completo panorama della materia, mentre chi vi si accosta per la prima volta scoprirà un nuovo mondo grazie a questo pratico manuale scritto in modo professionale e rigoroso ma con un linguaggio scorrevole e facilmente comprensibile a tutti.
Conoscere il significato che la grafologia attribuisce alla dimensione o alla pressione di una scrittura, insieme ad altre caratteristiche come ad esempio l’inclinazione, la spaziatura o la direzione del rigo, può essere il primo passo per introdurre il lettore allo studio di questa affascinante disciplina che aiuta a comprendere meglio se stessi e gli altri.
Al fine di facilitarne la lettura, il libro è corredato da tavole e grafici oltre che da molti esempi di scritture: persone comuni ma anche personaggi molto noti nel campo delle arti, della letteratura, della scienza e della politica.
Tra le scuole grafologiche più importanti vi sono la scuola morettiana e la scuola francese, ciascuna con un proprio metodo e un proprio linguaggio: quale dei due metodi è il migliore?
In realtà, afferma l’autrice, non ha molto senso parlare di vincitori e vinti, perché l’obiettivo al quale si deve tendere, è una grafologia “solidale”: che ponga cioè l’accento non tanto sulle differenze quanto soprattutto sulle somiglianze tra i due metodi che definiscono con termini diversi le componenti di una scrittura, attribuendovi però lo stesso significato psicologico.
L’architettura del testo è chiara e facile da seguire. il libro è diviso in sezioni: nella prima vengono analizzati i segni morettiani e i relativi confronti con le specie della scuola francese; nella seconda il contrario: sono le specie francesi ad essere esaminate e messe a confronto con quelle morettiane; nella terza il confronto avviene in modo più sintetico attraverso raggruppamenti per categorie; infine nell’ultima parte, dopo una sintetica presentazione dei piani di lavoro proposti dalle due scuole, vengono presentate le analisi sulle scritture di personaggi famosi eseguite da Moretti e da grafologi referenti alla scuola francese.
Lo scopo non è di dire parole definitive sulle due dottrine ma invogliare il lettore-grafologo a porsi domande che lo stimolino a riflettere: pertanto – scrive l’autrice – “destinatari sono tutti i grafologi che non vogliono chiudersi in steccati, che non si accontentano di schemini imparati a memoria, ma vogliono conoscere, approfondire, per arricchirsi anche dell’ormai necessario confronto: come peraltro più volte affermato dai migliori grafologi delle due scuole”.